METEOROLOGICA PASSION

Era un lunedì verso le 13,30, quando il TG stava per finire, che s’incontrarono. Lei arrivava dalla provincia di Parma e voleva lavorare in televisione, lui proveniva dalla Siberia e, MOLTO MOLTO incazzato, si dirigeva fragorosamente verso occidente
.
Lei, finemente guarnita faceva finalmente calare il sipario sul lungo elenco di morti ammazzati, baggianate pseudo-giornalistiche e culi nudi a bagnomaria e, come ogni volta, accolse con poco rispetto l’arrivo della nuova perturbazione. Con le sue manine amorevolmente disposte in grembo, come i sagrestani di redazione le avevano insegnato a fare, vaneggiava di ipotetici tragitti transalpini e probabili percorsi tirrenici.
 
Disegnava ampi archi dalla Scandinavia al mar Egeo perchè a casa meglio si potesse capire e poi riportava le sue tenere braccine a riposo nella posizione originaria, come se sacerdotessa di conoscenza mostrar via di salvezza a popolo ignorante.
 
Di solito non rivolgeva mai una parola affettuosa, mai aveva avuto una piccola attenzione o un gesto carino per nessuna di loro: forte corrente gelida proveniente dai balcani, zona di alta pressione da Nord, vento caldo dall’area nordafricana che fossero, mai furon per ella motivo di gran disturbo. Nemmeno l’anticiclone delle Azzorre fu mai degnato di un battito di ciglia da parte della gelida appendiabiti del bollettino metereologico.
 
Due caratteri diversi, ambizioni diverse lei sognava una mansardina in Brera con un gatto e vasi colorati con la mentuccia da innaffiare la mattina, lui voleva sfogare il suo accidente siberiano lontano da casa ed aveva scelto di passare per Milano giusto per fare uno shampo un po’ energico al parco Lambro, probabilmente perchè c’erano antichi dissapori. Ma questo non ci riguarda.
 
Quando la linea passo’ a lei, che attendeva nella canonica postura gia’ citata in precedenza, chi era religiosamente raccolto davanti al proprio piatto, si accorse subito che non sarebbe stata solo una questione di “che tempo fara'”.
 
La tremenda forza di lui irruppe nello studio tuonando e portando sconquasso nel buio cielo elettrico
da cui penzolavan riflettori, proiettori e prese per la corrente e non ci fu nemmeno il tempo per restituire
la linea perchè chi avrebbe dovuto restuirla, assieme a tutta la brigata del TG delle 13.00, se l’era già data a gambe.
 
Dal luogo, dove la reginetta degli elementi naturali veniva segregata ogni dì per quella manciata di secondi sufficienti per far sentire il suo pigolìo, provenivan or boati or tonfi; fischi, botti e saette, si senti’ anche una vetrata che andava in frantumi.
 
Chi poggiava le sue chiappe sulla sedia intorno al tavolo della cucina, testa ficcata nel piatto e occhi fissi sul gratin del bastoncino di pesce assieme a tutti i commensali delle 13.00 circa sparsi sulla penisola intera e ancor piu’ in la’, isole e luoghi impervi fin dove il ripetitore poteva estendere i suoi tentacoli elettromagnetici, ciò che videro fu solo un forte lampo nello schermo tv. Poi nero. Non partì nemmeno la pubblicità.
 
Miss bollettino non si scompose, la sottanina dello sponsor scelta per lei dalla costumista parti’ a razzo assieme alla camicetta in un tornado-bonsai che si scatenò nel piccolo spazio adibito al meteo e la furia di quella perturbazione concentratasi lì imprevedibilmente, si placo’ quasi in maniera improvvisa quando lui la vide. In quell’attimo si accorse della sua disarmante bellezza.
 
Amore a prima vista, ma si potrebbe meglio dire un fulmine a ciel sereno per entrambi. Lei raccolse la sua sottanina del maledettissimo sponsor che giaceva in un angolo come uno straccio, lui ripose i suoi fulmini e le sue stupide saette nel borsone e dopo essersi guardati in un silenzioso atto di profonda, reciproca devozione saltarono insieme fuori dalla vetrata che precedentemente era stata infranta.
 
Pare che uno della vigilanza avesse raccontato di aver visto come “nu’ silur”, uso’ proprio questo termine perchè era della provincia di Salerno, uscire dalla vetrata del palazzo e sibilare verso la volta celeste.
Quel giorno davano temporali e violenti acquazzoni invece ci fu il sole.
 
Nel frattempo, per i commensali delle 13.00 circa, era partita la pubblicità.
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